canyon exploring with Michele Angileri

Riu Cappedda Manna

Giunto sul bordo dell'altopiano il Riu Cappedda Manna precipita verso la valle del Rio San Giorgio con una bella successione di cascate incastonate in un ambiente spettacolare. Terminate le cascate ci si ritrova in fondo ad una valle ormai dimenticata, completamente immersi nella natura selvaggia di questo splendido angolo di Sardegna. Le automobili e la "civiltà" sono lontane ma in un luogo così, ne sono certo, nessuno ne sentirà la mancanza.

Nome Riu Cappedda Manna
Regione Sardegna, Salto di Quirra
Centro urbano più vicino Perdasdefogu
Dislivello 305 m
Sviluppo 3 km
Verticale massima 40 m
Roccia Metarenarie, scisti
Difficoltà5
Navetta Indispensabile
Esplorazione Emanuele Abbazia, Michele Angileri, Renato Donati, Andrea Pucci: 6 marzo 2011

 

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Cosa trovate nella descrizione dettagliata della gola

Ricordi

Ormai le immagini satellitari liberamente reperibili su Internet hanno raggiunto un dettaglio impensabile, permettendo di distinguere perfino i sentieri che si sviluppano in mezzo alla ripida macchia che sale ai bordi dell'altopiano di Quirra. Osservando le foto satellitari di Google pensai che quell'evidente sentiero avrebbe costituito un'ottima via di ritorno all'automobile una volta completata la discesa, e ci avrebbe evitato il lungo e complesso itinerario di navetta.

Ma, come dicevo prima, il dettaglio raggiunto dalle foto satellitari è impensabile. Una volta sul posto dovemmo realizzare che il sentiero poteva essere distinto solo dall'alto, mentre dal basso tutto ciò che si vedeva era una macchia pressoché impenetrabile. Così ci separammo. Renato ed Emanuele sarebbero ritornati attraverso l'itinerario conosciuto, al termine del quale, però, non c'era nessuna auto di navetta: una volta sull'altopiano avrebbero cercato un passaggio (ma da chi? chi sarebbe passato la domenica pomeriggio in quei luoghi abbandonati?). Io e Andrea avremmo continuato a cercare il sempre più improbabile sentiero.

Alla fine ce la faccemmo, tutti: loro trovarono un passaggio da un pastore che tornava dall'ovile, noi (dopo un buon numero di graffi e di imprecazioni) trovammo una parvenza di traccia evanescente che si rivelò essere il "sentiero" di Google.

Ormai le immagini satellitari hanno raggiunto un dettaglio impensabile ... dunque quando ci si reca in un luogo sconosciuto il mio consiglio è di non pensarci affatto e optare per itinerari evidenti :-)

Foto e video by Michele Angileri e Andrea Pucci

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