canyon exploring with Michele Angileri

Cascata delle Scalette (Fosso Piè di Lepre)

Ai confini tra il Lazio e l'Abruzzo il massiccio dei Monti della Laga costituisce una interessante particolarità geologica. È composto da potenti bancate di pietra arenaria, poggiate su strati di marne. Gli strati sono immersi a est, per cui il versante laziale risulta più ripido e roccioso di quello abruzzese. Le vette superano abbondantemente i 2000 metri. La posizione a est del massiccio, unita all'altezza delle cime, garantisce un clima invernale rigido e caratterizzato da abbondanti nevicate.

I Monti della Laga sono ricchi d'acqua, sia perché le precipitazioni sono abbondanti, sia per la natura impermeabile dell'arenaria. Così il paesaggio della Laga è caratterizzato da un gran numero di ruscelli che precipitano verso valle formando spettacolari cascate. D'inverno queste sono terreno di gioco per gli ice-climbers. D'estate nelle valli più aspre è possibile effettuare discese torrentistiche interessanti, particolari e impegnative in ragione dei dislivelli, della lunghezza degli itinerari di accesso, della presenza di nevai fino all'inizio dell'estate, della bassa temperatura dovuta alla quota.

L'aspro e a tratti lunare versante meridionale della Cima Lepri, una delle maggiori vette del massiccio della Laga, ospita una delle cascate più celebri e caratteristiche dell'intero gruppo montuoso. I massicci strati orizzontali di arenaria diventano qui i gradini di una gigantesca scalinata percorsa da un torrente. In primavera, allo scioglimento delle nevi, o in autunno dopo abbondanti precipitazioni, il lungo nastro d'acqua spumeggiante che percorre la Cascata delle Scalette è visibile da chilometri di distanza.

Nome Cascata delle Scalette (Fosso Piè di Lepre)
Regione Lazio, Monti della Laga
Centro urbano più vicino Amatrice
Dislivello 350 m
Sviluppo 350 m
Verticale massima 40 m
Roccia arenaria
Difficoltà5 (primavera, autunno); 4 (estate)
Navetta No
Esplorazione Michele Angileri, Andrea Pucci; 8 settembre 2007

 

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Ricordi

Quando dico che Andrea ed io abbiamo esplorato la Cascata delle Scalette intendo che ne abbiamo effettuato la prima discesa su corda, a filo d'acqua. La cascata è ovviamente ben visibile dall'esterno, e l'aspro Sentiero delle Scalette oltre ad offrire una visione ravvicinata dei gradoni permette di raggiungere il torrente in un paio di punti.

La discesa a filo d'acqua offre però una prospettiva, una scala di grandezza, emozioni assai diverse da quelle che vengono dall'osservazione esterna (sebbene ravvicinata) dei gradoni. L'emozione di una lunga discesa in un ambiente unico, panoramicissimo. Un'emozione che inizia quando dopo essere finalmente e faticosamente giunto sull'orlo del primo gradino ti affacci e vedi il fondo, 350 metri più in basso. Un'emozione che si fonde con la serena armonia dell'arenaria rotonda, gradone dopo gradone. E la discesa diventa una forma di meditazione: la mente si distende, i problemi non esistono più, il tempo scorre senza fretta, mentre le nuvole a tratti nascondono il sole e cambiano i colori di un paesaggio particolarissimo. E ti senti soddisfatto e appagato.

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