canyon exploring with Michele Angileri

Valle Pozzo - Ramo sinistro

Il roccioso e a tratti spoglio ma sempre maestoso versante meridionale di Monte S. Angelo ai Tre Pizzi scende verso Positano e il mare generando uno scenario di enormi pareti e boschi sospesi, inciso da ripidissimi valloni che in qualche caso si rivelano interessanti sotto il profilo torrentistico. I valloni più ad ovest, in particolare, si uniscono a generare la Valle Pozzo, così chiamata per via delle numerose e copiose sorgenti carsiche che la alimentano a partire da quota 500 m sul livello del mare. Molte di quelle sorgenti, captate, alimentano l'acquedotto di Positano, garantendogli acqua abbondante anche d'estate.

La Valle Pozzo risulta composta da due valloni principali che si uniscono a quota 350 m, e da un paio di valloni secondari di scarso interesse. Dei due rami principali il vallone alla sinistra idrografica precipita verso una gigantesca e insospettabile nicchia della montagna, una sorta di abisso chiuso da pareti di roccia, in fondo al quale l'acqua rivede la luce per incamminarsi verso Positano.

Nome Valle Pozzo - Ramo sinistro
Regione Campania, Costiera Amalfitana
Centro urbano più vicino Positano
Dislivello 310 m
Sviluppo 450 m
Verticale massima 85 m
Roccia Calcare
Difficoltà6
Navetta Sconsigliata
Esplorazione Michele Angileri, Andrea Pucci; 22 marzo 2014

 

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Cosa trovate nella descrizione dettagliata della gola

Ricordi

Il giorno in cui facemmo la ricognizione parcheggiammo la macchina al ponte di Nocelle, e subito notai una cosa che mi sorprese molto: un buon flusso idrico percorreva il Vallone Porto. Iniziava a monte della C64 (dal ponte potevo vedere il getto d'acqua che precipitava dalla cascata) e continuava rombando per tutta la forra inferiore. Una situazione idrica perfetta per una discesa indimenticabile, avremmo potuto vedere il Vallone Porto come nessuno ancora lo aveva mai visto, dato che esso è di solito praticamente asciutto anche nella sua parte inferiore.

Ma l'esplorazione è, se vogliamo, una sorta di malattia, un riflesso che ci spinge nella direzione dell'ignoto e ci fa trascurare le cose sicuramente belle che abbiamo a portata di mano. Così quel giorno noi rinunciammo ad una occasione che probabilmente non ci capiterà più per andare a cercare un altra forra che pensavamo esistesse sul fianco della Conocchia.

La forra c'era, per fortuna.

Foto e video by Michele Angileri e Andrea Pucci

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