canyon exploring with Michele Angileri

Vallone di Lestio

Il Vallone di Lestio è uno dei tre ripidi e selvaggi valloni che da cui si origina il torrente Coserie. Normalmente asciutto nella parte alta, è alimentato da piccole sorgenti perenni nella parte bassa.
A valle della confluenza dei tre rami si sviluppa la gola del torrente Coserie, con le sue grandi vasche di acqua smeraldina e le rocce contorte e franose.

Nome Vallone di Lestio
Regione Calabria
Centro urbano più vicino Paludi
Dislivello 330 m
Sviluppo 3,5 km
Verticale massima 19 m
Roccia Flysch, calcare
Difficoltà5
Navetta Possibile
Esplorazione Michele Angileri, Saverio Talerico; 22 agosto 2018

 

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Cosa trovate nella descrizione dettagliata della gola

Ricordi

D'estate in Calabria il tempo non è sempre secco e caldo. Ci sono i temporali estivi, dovuti al sopraggiungere di aria fredda in quota che si scontra con l'aria calda e umida che già dalla tarda mattina sale dal mare e dai bassi strati dell'atmosfera. Spesso i temporali estivi sono violenti, con tanta pioggia che viene giù in poco tempo innescando i canali naturali di deflusso, che si riversano nei torrenti generando piene improvvise. E il torrentista cosciente lo sa che le piene improvvise sono il più grande pericolo per chi percorre una gola. Una piena sopraggiunge come un'onda, un muro d'acqua che trasporta fango e sassi e travolge tutto ciò che si trova sul fondo della gola. Quando c'è il rischio di temporali estivi tocca rinunciare all'idea di fare del torrentismo. Oppure (se proprio la voglia di andare in forra è forte) scegliere una zona dove il rischio di temporali sia basso e in quella zona scegliere un torrente da cui sia sempre (o quasi sempre) possibile uscire lateralmente, in modo che l'eventuale piena non costituirebbe un pericolo (a patto di darsela a gambe al primo tuono).
Perché non è possibile prevedere in quale punto il temporale ci sarà e in quale altro sarà assente del tutto. I temporali sono fenomeni fortemente localizzati: possono scatenarsi violentemente su un paese e lasciare all'asciutto il paese vicino, distante solo qualche chilometro.

Ci sono annate in cui la situazione è decisamente peggiore, con condizioni meteorologiche instabili che portano temporali particolarmente forti e diffusi, talvolta così forti da far straripare i torrenti. Le alluvioni estive in Calabria distruggono e uccidono. Ricordo l'alluvione che il 12 agosto 2015 colpì i quartieri bassi di Corigliano Calabro e Rossano trasformando l'allegra atmosfera delle vacanze estive in uno scenario di fango e automobili accatastate l'una sull'altra sotto la spinta delle acque dei torrenti esondati. E a volte va peggio: il nubifragio che il 3 luglio 2006 colpì la zona di Vibo Valentia fece 4 morti, quello del 10 settembre 2000, a Soverato, ne fece 13 ...

Ad agosto del 2018 il tempo in Calabria divenne decisamente instabile. Ogni giorno c'erano temporali, sui monti e perfino sulle coste, già dalla tarda mattinata. Il mio programma esplorativo dovette adattarsi a questa situazione. Con gli amici sceglievamo la meta la sera prima, consultando e confrontando i bollettini meteorologici. Se le previsioni non erano ottime (e non lo erano mai) la scelta andava sulla zona meno rischiosa e su un torrente poco incassato, magari anche con un piccolo bacino di alimentazione.

Per il 21 agosto avevo programmato con Saverio l'esplorazione di uno dei rami sorgentizi del torrente Coserie, che è proprio uno di quei torrenti poco incassati e dal bacino molto piccolo che ci si può arrischiare a percorrere anche in caso di tempo incerto.
Nel tardo pomeriggio del 20 appresi da internet che era in atto un intervento di soccorso nelle gole del Raganello, a Civita. Si parlava addirittura di morti. Col passare delle ore arrivavano i dettagli: c'era stata un'onda di piena nelle gole, e c'erano morti e dispersi. Come sempre ad agosto, numerosi escursionisti stavano percorrendo il tratto finale delle gole, e numerosi turisti si trovavano all'uscita delle stesse, sotto il Ponte del Diavolo, quando era arrivata, improvvisa e inattesa, l'onda di piena. Inattesa perché il temporale che l'aveva provocata era avvenuto a monte, nella conca di San Lorenzo Bellizzi, a 5-6 km di distanza da Civita, dove invece non aveva piovuto.
Lo sgomento che provavo si faceva più vivo al pensiero che tra le persone prese dalla piena potesse esserci qualche amico o conoscente ... (il pensiero venne anche ai miei parenti e amici, che quindi iniziarono a telefonarmi a raffica per accertarsi che non mi fossi recato al Raganello quel giorno ... No, tranquillo, ero a casa. Una cosa tremenda, si.)
Nonostante io sia pienamente consapevole dei rischi del torrentismo in generale e delle Gole del Raganello in particolare, e quella non fosse affatto la prima volta che avevo avuto notizie del genere, che sono purtroppo ricorrenti (pochi giorni prima, ad esempio, c'era stato un evento simile in Corsica, con 5 morti, una guida e 4 clienti), nonostante ciò ero comunque troppo turbato per andare ad esplorare una forra il giorno seguente. Con Saverio decidemmo di rimandare, almeno di un giorno: entrambi avevamo bisogno di ... pensare? elaborare la notizia? attenuare quella cupa emozione che ci stava prendendo?

I miei pensieri andavano al passato, alle prime esperienze torrentistiche fatte proprio nelle gole del Raganello, a quando il mio livello di esperienza e consapevolezza dei rischi non era molto diverso da quello delle persone che erano state colpite dalla piena. La quinta volta che mi trovai nelle gole fui sfiorato da una scarica di sassi. Il tempo era stabile, il cielo sereno, ... all'improvviso sentii come un colpo di fucile a 3-4 metri da me, e qualcosa (una scheggia) mi sfiorò la guancia. I sassi erano caduti da una parete strapiombante, silenziosi, inavvertibili. Da quel momento iniziai a notare i segni lasciati dalle pietre che cadono sulle rocce della gola: quasi ovunque le rocce erano scheggiate e c'erano frammenti di pietre aguzze. Da un anno all'altro, poi, vedevo pezzi di parete scomparire e massi aguzzi apparire sul fondo della gola ... Brrr ...
La sesta volta fui raggiunto da un'onda di piena, per fortuna innocua. Era la prima volta che percorrevo in discesa entrambe le gole di Barile e del Raganello in un'unica escursione. Nel pomeriggio mi trovavo circa a metà della gola del Raganello, in un tratto ampio e aperto. All'improvviso l'acqua divenne marrone e la portata quintuplicò. L'onda di piena era stata innescata da un temporale avvenuto forse alle pendici del Dolcedorme, forse nella parte alta della conca di San Lorenzo Bellizzi, comunque sufficientemente lontano perché né io né l'amico che era con me ce ne accorgessimo. La portata non divenne comunque pericolosa, e terminammo la discesa senza ritardi. Da quel momento divenni consapevole del rischio delle piene improvvise, che possono generarsi a monte, abbastanza lontano perché chi si trova nella gola non si accorga del pericolo.

Queste mie prime esperienze torrentistiche risalgono alla metà degli anni 80, quando il torrentismo e le gole del Raganello erano cose pressoché sconosciute. Col passare degli anni il Raganello è divenuto una delle principali attrazioni turistiche del Parco Nazionale del Pollino. D'estate gli sbocchi delle gole sono visitati da migliaia di turisti, che risalgono un breve tratto delle gole privi di protezioni o di abbigliamento o calzature adeguate, del tutto inconsapevoli dei rischi che corrono. Le gole, poi, vengono percorse da centinaia di escursionisti, e spesso si tratta di gente inconsapevole, inesperta e non attrezzata. Vi sono poi i gruppi guidati, sempre più numerosi e frequenti, attratti dalla bellezza e grandiosità del luogo ma anche dalla pubblicità degli operatori commerciali. I clienti sono tra i pochi a percorrere le gole ben abbigliati e attrezzati e le guide sono persone esperte ... Ciononostante tra le vittime della tragedia del Raganello ci sono una guida e alcuni clienti. Sicuramente una piena così violenta non si era mai vista d'estate al Raganello, non negli ultimi 20-25 anni, non da quando il Raganello è un'attrazione turistica. Il processo penale in corso accerterà se tra le concause della tragedia c'è l'imprudenza di qualcuno.

Cosa cambierà dopo la tragedia del Raganello?
Sicuramente ci sarà maggiore consapevolezza nell'opinione pubblica e (spero) negli operatori commerciali, che però continueranno a "promuovere il territorio" vendendo a gente inesperta escursioni torrentistiche "adrenaliniche" in "acquapark naturali" (è il business, baby). Probabilmente saranno introdotte regolamentazioni per l'accesso alle Gole, e spero che saranno razionali e ragionevoli, tese ad informare e a tutelare e non a impedire la libera pratica torrentistica (magari creando lobby e business).

L'esplorazione del Vallone di Lestio la facemmo il 22 agosto. Il vallone si rivelò come ce l'aspettavamo: mai inforrato, con vie di fuga quasi ovunque. Il bacino di alimentazione molto piccolo rende improbabili onde di piena pericolose anche in caso di temporali violenti. A metà circa del vallone arrivò un po' di pioggia, che smise subito. Più avanti iniziammo a sentire lontani tuoni: non uno o due ma un autentico concerto, una furia di botti che raccontava di un violento temporale che si stava scatenando a monte di Longobucco, forse sull'altopiano della Sila. Eh si: c'era proprio un tempo del cazzo quell'estate. Ebbi un moto di inquietudine: se il temporale si fosse spostato di qualche chilometro avrebbe potuto interessare la parte alta del Vurganera. E noi ci stavamo dirigendo lì, alla gola a valle della confluenza tra il Vurganera e il Coserie. Immaginai l'arrivo di un'onda di piena dal Vurganera, preceduta dallo spostamento d'aria e da un rombo che in pochi secondi sarebbe diventato forte. Dall'inizio dello spostamento d'aria avrei avuto poco tempo (forse solo una ventina di secondi) per mettermi al sicuro in alto, poi un muro di acqua marrone avrebbe percorso la gola e non ci sarebbe stato scampo per nulla che fosse in quel momento nel letto del torrente.
Ma non era la tragedia del Raganello a farmi venire quei pensieri, no: era la consapevolezza del rischio presente in un'attività meravigliosa e pericolosa, un'attività in cui l'esperienza ha un ruolo chiave ma dove l'esperienza te la fai sbagliando e assumendoti dei rischi, dove conta anche la fortuna, dove è possibile prevedere, si, ma fino a un certo punto, dove resta comunque qualcosa di imprevedibile a cui, in qualche modo, devi essere preparato.

Stavo parlando del torrentismo o della vita?

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