canyon exploring with Michele Angileri

Forra della Lavandaia

Uno dei luoghi più particolari, belli e panoramici della Catena Costiera è certamente Guardia Piemontese. È particolare per la sua storia: il paese fu fondato nel XIII secolo da coloni Valdesi provenienti dalla Val Pellice. I Valdesi cercavano un posto più tranquillo dove vivere e lo trovarono in Calabria, ma non per sempre: un paio di secoli più tardi furono perseguitati e massacrati dagli Spagnoli del Regno di Napoli, su mandato della Chiesa di Roma. Sono passati secoli, c'è stata l'unità d'Italia, l'emigrazione, la scolarizzazione, ma ancora oggi il dialetto che si parla a Guardia è Occitano ...

È particolare anche per la sua geografia: il colle di Guardia domina dall'alto il Mar Tirreno, quasi come da un aeroplano. In basso, sul lato nord del colle, i maestosi picchi rocciosi della Gola del Torrente Bagni (priva di interesse torrentistico) indicano il luogo dove sgorgano le acque termali che danno il nome al torrente. Dove questo raggiunge il mare, il faraglione noto come "Scoglio della Regina" svetta al disopra dell'acqua azzurra e trasparente. In alto, la montagna è ricoperta da foreste lussureggianti, apparentemente impenetrabili, di alberi secolari.

E tra i motivi di interesse, in mezzo a queste magnifiche bellezze naturali, c'è anche una forra, stretta, bella, tecnicamente semplice: la Forra della Lavandaia.

Nome Forra della Lavandaia
Regione Calabria
Centro urbano più vicino Guardia Piemontese
Dislivello 105 m
Sviluppo 750 m
Verticale massima 6 m
Roccia Conglomerato
Difficoltà4
Navetta Possibile
Esplorazione Gruppo torrentistico "Le forre del Tirreno"; primavera 2016

 

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Cosa trovate nella descrizione dettagliata della gola

Ricordi

L'amico Piero, che di mestiere fa l'insegnante, ama così tanto il suo mestiere che ne trasporta lo spirito anche nelle attività ricreative, illustrando in maniera coinvolgente le caratteristiche dei luoghi in cui si svolgono.

Anch'io ho fatto per 20 anni l'insegnante, ma a me accadeva il contrario. Dopo avere passato una settimana a illustrare, spiegare e coinvolgere allievi, alcuni motivati, altri refrattari, avevo voglia di rilassarmi facendo l'opposto: non spiegando nulla, non coinvolgendo, magari imparando. E se proprio c'era da spiegare ero disposto a farlo solo con "allievi" assolutamente motivati, autenticamente affamati di conoscenza.
Perché senza un'autentica motivazione qualunque lezione finisce con l'essere recepita come un fiume di parole vuote di significato, oppure come un rito volto a stabilire un legame emotivo asimmetrico tra colui che si erge a maestro e quello che accetta di essere allievo, un rito gratificante per il maestro più che per l'allievo.

A me, come sapete, interessano le forre: i riti sociali e certe gratificazioni li lascio volentieri agli altri.

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