canyon exploring with Michele Angileri

Gola di Finocchieto

I calcari bianchi e rosa del settore nord-occidentale dei Monti Sabini sono un ambiente favorevole alla genesi delle forre. Nei pressi di Finocchieto, un piccolo borgo che fa parte del Comune di Stroncone, si aprono così alcuni percorsi torrentistici interessanti, ciascuno con caratteristiche peculiari come figli diversi di uno stesso ambiente.

Una di queste forre conclude in mezzo alle case di Finocchieto il suo percorso ripido e accidentato, iniziato tra le rocce carsiche della montagna e proseguito tra piccole gole e cascate circondate dalla macchia mediterranea.

Nome Gola di Finocchieto
Regione Umbria, Monti Sabini
Centro urbano più vicino Finocchieto (fraz. Stroncone)
Dislivello 320 m
Sviluppo 1 km
Verticale massima 12 m
Roccia calcare, scaglia rosa
Difficoltà2
Navetta No
Esplorazione Michele Angileri, Andrea Pucci; 31 gennaio 2009

 

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Cosa trovate nella descrizione dettagliata della gola

Ricordi

Come sempre tirammo gli zaini carichi giù dal bagagliaio, li svuotammo per controllare e ripartire il materiale, quindi li riempimmo di nuovo, accuratamente. Eravamo pronti ad iniziare l'escursione. Risalii in macchina per portarla al parcheggio ma ...
... il motore non si avviò. Non c'era corrente, forse per un guasto alla batteria. Capimmo subito che l'esplorazione era saltata, giacché era prioritario sistemare la macchina per potere tornare a casa.
In un'esplorazione diverse cose sono in grado di far saltare tutto all'ultimo momento: un guasto alla macchina è una delle tante.

Peccato ... In quell'inverno freddo e piovoso il cielo era sereno quel giorno. E la temperatura era appena sopra lo zero, quel tanto che bastava a mantenere liquida l'umidità, a non permettere che un velo di ghiaccio ricoprisse le rocce in modo da rendere impossibile lo stare in piedi.
Avevo qualche attrezzo nel bagagliaio, e provai a vedere cosa non adava. Con assoluto stupore osservai che il cavo della batteria si era tranciato di netto. Si era ossidato, piegato, e quindi spezzato ... Mi resi conto che forse non tutto era perduto. In quel momento su quella sperduta stradina di montagna passò una macchina. La fermammo. Il tizio che la guidava ci diede dei cordini di plastica che ci aiutarono a sistemare alla meno peggio il contatto con la batteria.

La macchina ripartì, e con essa ripartì l'esplorazione.

Video by Michele Angileri e Andrea Pucci

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