canyon exploring with Michele Angileri

Fosso del Salto del Cieco

Le frequentatissime pareti di arrampicata di Ferentillo delimitano una breve gola in cui scorrono le acque perenni del Fosso del Castellone. Una strada risale la gola e, attraversato un varco intagliato nella roccia, conduce ad alcune frazioni del comune di Ferentillo, piccoli borghi medievali costruiti in pietra, in uno scenario di appezzamenti coltivati, ripidi boschi e pareti di roccia rosa e bianca. Più in alto il torrente si chiude di nuovo in una gola: si tratta del Fosso del Salto del Cieco, delimitato da imponenti pareti verticali. Dal borgo di Castellonalto, affacciato sull'orlo del precipizio, si può godere di una magnifica vista del Fosso e dei monti che lo circondano. Il fondo del canyon appare ampio e boscoso, e in effetti buona parte di esso può essere percorso a piedi lungo antichi e suggestivi sentieri. Più in alto, però, il canyon presenta tratti inforrati che possono essere percorsi solo con l'ausilio della corda.

Il Fosso del Salto del Cieco è il primo canyon ad essere stato esplorato in Valnerina. Nonostante ciò, la parte alta vanta pochissime, sporadiche ripetizioni, ed è dunque ancora oggi sostanzialmente sconosciuta. La parte bassa è invece una meta escursionistica abbastanza conosciuta che viene usualmente percorsa (dagli escursionisti) aggirando i tratti inforrati.

Nome Fosso del Salto del Cieco
Regione Umbria, Valnerina
Centro urbano più vicino Ferentillo
Dislivello 490 m
Sviluppo 4500 m
Verticale massima 25 m
Roccia Calcare
Difficoltà3-4
Navetta Si
Esplorazione Silvano Lepri, Tonino Scacciafratte; 1981

 

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Cosa trovate nella descrizione dettagliata della gola

Ricordi

Gli antichi Romani chiamavano saltus un'area prevalentemente boscosa e selvaggia, soltanto minimamente scalfita dalle attività pastorali e priva di coltivazioni. L'area conosciuta come Salto del Cieco è oggi in buona parte coltivata e i Romani non lo chiamerebbero più saltus. Tutta questa zona dell'Umbria, tuttavia, presenta ancora oggi un carattere selvaggio e naturale che sopravvive accanto alle opere dell'Uomo.

Foto e video by Michele Angileri e Andrea Pucci

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