canyon exploring with Michele Angileri

Riu Caddaris

Nella complessa e affascinante geologia della Sardegna trova posto anche il vulcanismo. Nel territorio di Dorgali i terreni basaltici si affiancano ai graniti e ai calcari del Supramonte creando un paesaggio che muta in poco spazio. È questa l'ennesima caratteristica straordinaria di un luogo bellissimo come la Sardegna centro-orientale.

La gola del Riu Caddaris è intagliata sul bordo di una colata basaltica. Offre un percorso facile in un ambiente maestoso, che si conclude tra le bianche pareti calcaree della gola del Flumineddu.

Nome Riu Caddaris
Regione Sardegna, Supramonte
Centro urbano più vicino Dorgali
Dislivello 100 m
Sviluppo 1 km
Verticale massima 20 m
Roccia Basalto
Difficoltà2 (inverno, primavera)
Navetta Possibile, ma non indispensabile.
Esplorazione Michele Angileri, Guido Biavati, Andrea Pucci; 26 febbraio 2009

 

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Cosa trovate nella descrizione dettagliata della gola

Ricordi

La discesa fu tranquilla e senza intoppi. Il ritorno ...

Guardando le foto satellitari mi ero convinto che ci fosse un sentiero per tornare su alla macchina. Giunti sul posto, però, realizzammo che il sentiero non c'era e che la macchia era impenetrabile. Eravamo vicini a una fattoria, dunque il luogo era raggiunto da una strada, ma questa evidentemente faceva un giro molto largo e a noi sconosciuto: non era pensabile affrontarlo a piedi, con addosso le mute da 5mm bagnate. Osservando sopra di noi la scarpata che conduceva sull'altopiano notammo un punto dove la macchia appariva meno fitta: forse lí si passava!
Dovevamo provare, non c'era altra scelta. L'idea di arrampicarmi per un ripido pendio cespuglioso e spinoso, con addosso la muta bagnata e sulle spalle lo zaino pesante e bagnato non mi attraeva per niente. Per addolcire il calvario pensai di lasciare lo zaino e tornare a riprenderlo più tardi, arrivando in macchina alla fattoria che vedevamo a 300 m da noi. Giudo e Andrea non si fidarono e affrontarono la salita carichi.

Non fu drammatico come temevo, ma certamente io faticai meno dei miei compagni, e fui contento di ciò.
La contentezza, però, iniziò a vacillare quando in macchina non riuscivamo a capire dove fosse la strada che conduceva alla fattoria. Girammo in lungo e in largo provando a percorrere ogni sterrata che andasse in quella direzione, ma niente! immancabilmente un cancello ci sbarrava la strada, o questa terminava senza portare da nessuna parte ... Per di più non c'era nessuno a cui chiedere informazioni.

Sul fare della notte capimmo che l'unica possibilità di recuperare lo zaino consisteva nel tornare indietro a piedi lungo l'itinerario di ritorno.
E così la mia idea di faticare un po' meno si risolse in una fatica doppia a carico di tutti e tre.

Foto e video by Michele Angileri e Guido Biavati

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