canyon exploring with Michele Angileri

Vallone dell'Arco

Un ripido vallone incassato che si percorre con numerosissime disarrampicate e qualche calata in corda. La parte finale è maestosamente inforrata.

Nome Vallone dell'Arco
Regione Basilicata
Centro urbano più vicino Muro Lucano
Dislivello 335 m
Sviluppo 1100 m
Verticale massima 20 m
Roccia Calcare
Difficoltà2
Navetta Possibile
Esplorazione Parte bassa: Giuseppe Antonini, Paola Santinelli; 23 aprile 2003
Discesa integrale: Michele Angileri, Andrea Pucci; 20 aprile 2013

 

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Cosa trovate nella descrizione dettagliata della gola

Ricordi

L'incognito è il tratto essenziale di un'esplorazione, e questo vale anche in un'esplorazione torrentistica. È buona norma cercare di ridurre le incognite effettuando delle ricognizioni all'uscita e all'ingresso della gola, verificando gli itinerari di accesso, osservando la gola dall'alto. Tutte queste precauzioni, però, richiedono tempo, una giornata in più dedicata alla ricognizione, e così se la gola è lontana da casa si finisce col farne a meno o ridurla al minimo.
Così anche l'accesso al torrente diventa un'avventura. Non è detto che il vecchio sentiero indicato dalla carta topografica esista ancora: potrebbe essere franato, o completamente cancellato da una macchia impenetrabile. Alla fine al torrente ci si arriva, ma 2-3 ore più tardi del previsto e magari stremati. È successo in passato, ma non stavolta: il sentiero esisteva ancora, era lì dove mi aspettavo che fosse ed arrivarci era stato faticoso ma non troppo.

La sorpresa fu l'acqua: all'uscita della gola il torrente era secco, mentre a monte c'era un discreto scorrimento e alcune vasche. È il carsismo: l'acqua può esserci in un tratto e poi sparire per poi, magari, ricomparire più avanti. Ma prudentemente avevamo le mute con noi (avete capito perché i nostri zaini sono sempre pesanti? ;-)

Una seconda sorpresa arrivò nel momento in cui mi decisi a pubblicare questa esplorazione: l'amico Pino Antonini mi comunicò di avere messo il naso, negli anni precedenti, in numerosi torrenti della zona che erano stati recentemente oggetto delle attenzioni mie e di Andrea, e in particolare mi disse di avere già disceso il Vallone dell'Arco.
Andrea ed io non avevamo notato alcun segno di passaggio, ma Pino (lo sappiamo) è capace di sfruttare i più impensabili ancoraggi naturali ... Discutendone con Pino mi resi però conto che lui e Paola si erano limitati al tratto inferiore (il più interessante) mentre Andrea ed io avevamo percorso tutto il vallone a partire dai pianori da cui si origina, e così facendo avevamo incontrato un ulteriore tratto incassato di cui Pino non aveva immaginato l'esistenza.

Foto e video by Michele Angileri e Andrea Pucci

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