canyon exploring with Michele Angileri
Forra di Monte Marte (Fosso della Contea)
L'Umbria più autentica e affascinante dimora sulle colline tra Orvieto e Todi. È fatta di piccoli borghi e castelli rurali, di campi circondati da boschi fitti e spinosi, di paesaggi dolci, aperti e silenziosi.
Le colline sono costituite prevalentemente da arenarie, ma in qualche punto affiorano i calcari e inaspettatamente i torrenti vi scavano gole di straordinaria suggestione e bellezza, conosciute e apprezzate dai torrentisti di tutta Europa: la Forra di Prodo, ai piedi della rupe su cui sorge il borgo omonimo, e il Fosso del Bagno, nei pressi del borgo di Parrano.
Ai piedi della rupe di Monte Marte si trova un'altra forra dalle caratteristiche straordinarie. Il nome Monte Marte si deve, con tutta probabilità, al colore rosso dei calcari marnosi da cui è formato. In queste rocce rosse il Fosso della Contea ha scavato una forra stretta e buia, tecnicamente facile da percorrere, breve ma severa nell'aspetto, realmente impressionante.
| Nome |
Forra di Monte Marte (Fosso della Contea)
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| Regione |
Umbria
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| Centro urbano più vicino |
Todi
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| Quota ingresso alveo |
250 m
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| Quota uscita alveo |
230 m
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| Sviluppo |
250 m
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| Verticale massima |
5 m
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| Roccia |
scaglia rossa
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| Difficoltà | 4
| | Esplorazione |
Michele Angileri, Andrea Pucci; 16 novembre 2008
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  Cliccate qui per acquistare un codice di accesso Cosa trovate nella descrizione dettagliata della gola Ricordi
Non ci aspettavamo di trovare un meandro come questo. Le forme e il buio gli conferivano un aspetto severo, capace di impressionare e intimorire due torrentisti esperti come Andrea e me.
Quando giungemmo al punto in cui le pareti della forra chiudono la volta del meandro iniziammo a temere che il torrente potesse finire in un inghiottitoio carsico e noi potessimo finire intrappolati. Quando poi, poco più avanti, la forra si riaprì le nostre emozioni furono di sollievo per la fine del rischio ma anche di rammarico per la fine di una tale insolita bellezza.
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