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Michele Angileri

Torrente Tullio

Il canyon del Torrente Tullio delimita a nord il colle su cui sorge il paese di Cerreto Sannita, costituendo una difesa naturale per il borgo. È composto da una prima parte relativamente stretta e maestosa, seguita da una parte più ampia dove sono state realizzate numerose briglie.

Nome Torrente Tullio
Regione Campania
Centro urbano più vicino Cerreto Sannita
Dislivello 110 m
Sviluppo 1100 m
Verticale massima 10 m
Roccia Calcare
Difficoltà3
Navetta Possibile
Esplorazione Prima discesa in stile torrentistico: Michele Angileri; 9 maggio 2021

 

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Cosa trovate nella descrizione dettagliata della gola

Ricordi

Ah, le briglie ... Le troviamo in quasi tutti i torrenti italiani e in tanti, troppi canyon, cascate artificiali realizzate con l'intento di mitigare gli effetti delle piene. Questi muri costruiti di traverso a un luogo che dovrebbe essere lasciato nel proprio stato naturale non sono belli a vedersi e costituiscono un problema per il torrentista. La corda è messa a dura prova dal bordo netto su cui inevitabilmente deve poggiare: gli alberi (se ce ne sono) sono quasi sempre in posizione arretrata e mettere uno spit sulla briglia non è sufficiente ad eliminare l'effetto tagliente dello spigolo. In molti casi le briglie sono vecchie o realizzate con cemento scadente, e per questo difficili da chiodare (il cemento si sgretola e i sassi vengono via). Non è raro dover scendere briglie che sono sul punto di crollare, magari erose dal basso e quindi con le file superiori dei sassi che si staccano se ci si appoggia il piede o la corda ...

Va beh, direte voi, la mitigazione delle piene val pure qualche problema in più per coloro che si divertono a scendere i torrenti ... Ahimè, le cose non stanno così: le briglie in realtà servono a ridurre l'erosione delle sponde, a "imbrigliare" il torrente in una direzione, a ridurre il rischio di frane nei versanti. Le briglie in realtà favoriscono la formazione di onde di piena, aumentano il potere distruttivo delle piene istantanee. Queste si formano, infatti, quando in un flusso idrico l'acqua che scende davanti va più piano di quella che la segue, consentendo a questa di raggiungerla. Sul fronte della piena si ha dunque una portata istantanea superiore a quella media della piena stessa: si forma un'onda, un vero e proprio muro d'acqua con un altissimo potenziale distruttivo.
Per evitare la formazione di onde di piena bisognerebbe agevolare il flusso del fronte della piena: qualunque fenomeno che lo rallenti consente all'acqua che segue di portarsi sul fronte stesso, aumentando l'altezza dell'onda. Le cascate, naturali o artificiali che siano, fermano per un istante l'acqua che raggiunge la base, e quindi favoriscono la formazione di onde di piena.

Brutte, scomode, inutili nelle gole dei torrenti ... ma ormai sono lì, e il loro superamento costituisce una parte importante della discesa della gola del Torrente Tullio. Almeno fino a quando il tempo e le piene non le avranno distrutte e spazzate via.

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