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canyon exploring with Michele Angileri

Fosso della Palombara

I ripidi versanti rocciosi e boscosi delle Gole del Velino sono solcati da una forra nascosta e insospettabile, scavata da un antico torrente che oggi non esiste più. Così la discesa del Fosso della Palombara permette di apprezzare lo splendido ambiente delle Gole del Velino da due diversi punti di vista. Il primo è quello attuale: non dobbiamo fare altro che guardare e sorprenderci per quanto può essere vario e complesso un ambiente che, visto dall'esterno, appare come un'uniforme distesa di ripidi boschi e rocce verticali. Il secondo punto di vista è quello del passato, ma per esso serve un po' di immaginazione, non molta in verità, quanto basta per credere di vedere il greto di sassi levigati dall'acqua (oggi coperto da uno strato di terra e foglie), sentire il rumore delle cascate e respirarne gli spruzzi.

Nome Fosso della Palombara
Regione Lazio, Monti Reatini
Centro urbano più vicino Posta
Dislivello 345 m
Sviluppo 750 m
Verticale massima 20 m
Roccia Calcare
Difficoltà2
Navetta Necessaria
Esplorazione Giancarlo Cicconi; 19 novembre 2001

 

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Cosa trovate nella descrizione dettagliata della gola

Ricordi

Dopo l'esplorazione del Fosso di Portella provai a vedere se da quella montagna scendessero altre gole interessanti. Dalla carta il torrente più promettente sembrava quello che scorreva di fianco a Portella, a meno di un chilometro di distanza: il Fosso della Palombara.
Così, in quello stesso anno (il 1994) andai a fare una ricognizione, ma rimasi deluso: il torrente non c'era! La Palombara era una valle fossile. C'erano dei piccoli salti di roccia che sbarravano il passo, quello si, ma forse erano aggirabili.
Ne aggirai qualcuno, raggiungendo il fondo del vallone un centinaio di metri più in basso, e ancora l'aspetto del Fosso era lo stesso: una ripida valle fossile stretta tra versanti ripidissimi e interrotta da insignificanti salti di roccia. Mi convinsi che non valesse un'esplorazione.

Anni dopo, nell'autunno del 2001, Giancarlo Cicconi iniziò a battere quella zona dei Monti Reatini alla ricerca di forre. Iniziò dagli affluenti della Valle Scura tra cui alcuni valloni fossili invasi dalla vegetazione e dai rovi. Visto che non ti dispiace percorrere i torrenti fossili, gli dissi, ne conosco uno che almeno non ha rovi e vegetazione; i salti ci sono, il dislivello pure ... Io non l'ho sceso perché non vado pazzo per i valloni fossili ... Vacci, se ti fa piacere!.
Giancarlo non se lo fece ripetere due volte: andò ed esplorò ... e poi raccontò e descrisse, e dalla descrizione mi venne il sospetto di avere fatto una cazzata a non esserci andato io per primo.

Molti, molti anni dopo scesi anch'io la Palombara, per cui ora posso dirlo: ho fatto una cazzata a lasciare il Fosso inesplorato per anni e ne ho fatto un'altra nel suggerire l'esplorazione a Cicconi!!
Ma in fondo non ha importanza: ciò che conta è avere avuto la possibilità di godere anch'io della bellezza del Fosso della Palombara!
Bravo Giancarlo!

Nelle fotografie di questo sito web compaiono le corde ultrasottili (corde da 6 mm di diametro realizzate in fibre ad alta tenacità). Leggete il libro multimediale Torrentismo con corde ultrasottili per scoprirne le potenzialità ed apprenderne le tecniche di utilizzo.

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