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canyon exploring with Michele Angileri

Fosso della Madonnella

Nei pressi di Rieti, allo sbocco della valle del Salto, si trova una zona torrentistica piuttosto singolare. Per un breve tratto poderose bancate di conglomerato compatto (ma facilmente erodibile dall'acqua) appaiono ai lati della valle. Il paesaggio assume forme e colori particolari, e ogni minuscolo torrentello riesce a generare una gola. Il risultato è una altissima concentrazione di percorsi torrentistici.

Fatta al momento giusto, alla fine di un periodo di pioggia, la discesa del Fosso della Madonnella è assai piacevole. Nonostante l'ambiente poco incassato e ricco di vegetazione, nonostante la minore compattezza della roccia, al Fosso della Madonnella si trovano comunque belle erosioni, vasche, cascate, il tutto in un ambiente tipicamente sabino.

Nome Fosso della Madonnella
Regione Lazio, Balzi di Grotti
Centro urbano più vicino Casette (Rieti)
Quota ingresso alveo 700 m
Quota uscita alveo 435 m
Sviluppo 1200 m
Verticale massima 21 m
Roccia conglomerato
Difficoltà3
Navetta Possibile.
Esplorazione Parte a valle della confluenza dei due rami: Michele Angileri, Enrico De Bernardinis, Gaetano Peluso, Virginia Simonelli; 17 febbraio 2002
Parte alta: Michele Angileri, Renato Donati, Andrea Pucci, Matteo Santoprete; 26 marzo 2006

 

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Cosa trovate nella descrizione dettagliata della gola

Ricordi

Partimmo dalla cresta, scendendo dal ramo sinistro (Fosso Cognolo). C'era un po' di scorrimento idrico nonostante l'anno eccezionalmente secco. C'erano dei salti, si, in ambiente aperto. A volte mettevamo la corda, altre aggiravamo, a seconda di quella che ci sembrava di volta in volta la maniera più rapida.
Arrivammo alla confluenza con il ramo destro del torrente. Da qui in poi sulla carta IGM il torrente è chiamato "Fosso della Madonnella", e da questo punto la discesa si fece interessante sebbene lo scorrimento idrico cessasse del tutto. Il torrente si incassava quanto basta per farci tirare fuori il trapano, e per costringerci all'atteso-temuto bagno in acqua putrida.

La seconda volta, 4 anni dopo, andò decisamente meglio. L'inverno era piovoso, i prati sulla cresta erano distese di fango. Scendemmo dal ramo destro, che si rivelò più interessante rispetto al Fosso Cognolo: più ripido, più ricco di vasche. Le condizioni idriche erano ottimali, e la giornata fu splendida.

Nelle fotografie di questo sito web compaiono le corde ultrasottili (corde da 6 mm di diametro realizzate in fibre ad alta tenacità). Leggete il libro multimediale Torrentismo con corde ultrasottili per scoprirne le potenzialità ed apprenderne le tecniche di utilizzo.

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