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Michele Angileri

Fosso di Curti

Il Fosso di Curti è una stretta, ripida incisione sul versante occidentale della Serra di Celano, caratterizzata da una sequenza infinita di cascate, talvolta inforrate, talaltra panoramiche, che culmina nella grande cascata finale che i locali chiamano Cascalacqua.

Nome Fosso di Curti
Regione Abruzzo
Centro urbano più vicino Celano
Dislivello 270 m
Sviluppo 450 m
Verticale massima 54 m
Roccia Calcare
Difficoltà6-7
Navetta No
Esplorazione Michele Angileri, Riccardo Hallgass; maggio 1993

 

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Cosa trovate nella descrizione dettagliata della gola

Ricordi

Non ricordo perché stavo andando da quelle parti. Ricordo però che decisi di andarci da una strada diversa, lasciando l'autostrada a Magliano dei Marsi e non a Celano, come avevo sempre fatto fino a quel momento.
E arrivò così una sorpresa: da quella strada si vedeva chiaramente una gola verticale, che tagliava il versante meridionale della Serra come il segno di un coltello. Dalla strada Celano-Ovindoli non l'avevo vista, perché rimane nascosta da una collina.

Rapidamente organizzai l'esplorazione. Con Riccardino mi ritrovai in una sequenza infinita di cascate, spesso di modesta altezza ma comunque da armare. Spettacolare, si, ma allora gli spit li mettevamo a mano, e ogni armo artificiale richiedeva mezz'ora di lavoro. Chiaramente cercammo di utilizzare per lo più armi naturali, ricorrendo talvolta a soluzioni ... diciamo creative (un tronco d'edera che oscillava di mezzo metro, una micro-clessidra, ...). Dove la gola lo consentiva aggiravamo le cascate. Nonostante tutti i trucchi possibili non arrivammo, però, al cascatone finale: stanchi, uscimmo dalla gola poco prima.

Il cascatone finale lo scesi da solo, qualche giorno più tardi, rientrando nella gola nel punto da cui eravamo usciti. Le mie 2 corde da 50 m non bastavano, e dovetti attrezzare una sosta a qualche metro dal fondo. Mentre lo facevo arrivarono due pastori, stupiti che ci fosse un tizio appeso a una corda intento a martellare la roccia della cascata, e così andai avanti alternando chiacchiere, spiegazioni e martellate, fino al momento in cui finalmente potei recuperare il primo tiro di corda e attrezzare gli ultimi metri di calata.

Per quasi 10 anni il Curti rimase sostanzialmente sconosciuto. Poi iniziai a portarci gli amici. Mi ero comprato il trapano, quindi potevo mettere spit rapidamente e lo feci, ogni volta. E lo fecero anche quelli che seguirono, quando la gola iniziò ad essere conosciuta.

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