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canyon exploring with Michele Angileri

Gola del Caldanello (tratto inferiore - lower part)

Questa è una delle più belle gole d'Italia, tanto bella quanto sfortunata. Sfortunata perché sulle sue balze sorge un paese, Cerchiara di Calabria, e i paesani hanno da sempre utilizzato la gola come pattumiera. In verità da qualche anno le discariche sono state spostate in luoghi più adatti, e così soltanto una limitata quantità di spazzatura (gettata da cittadini poco ossequiosi alle ordinanze comunali) finisce ancora in fondo alla gola. Risolto (tutto sommato) il problema della spazzatura rimane però un'altra pericolosa fonte di inquinamento: le acque di fogna.

Il comune di Cerchiara di Calabria ha infatti avuto l'infelice idea di ubicare i depuratori sull'orlo della gola. Il funzionamento dei depuratori è tutt'altro che ottimo, per cui la gola è sovente percorsa da acque fortemente inquinate e maleodoranti. Per di più la gola ha scorrimento idrico solo nelle stagioni piovose, e questo comporta che le acque fognarie siano le sole a percorrere la gola, almeno fino al punto in cui esse vengono completamente assorbite dai detriti per iniziare uno sconosciuto percorso sotterraneo.

Percorrere la gola del Caldanello è di solito impossibile (o quantomeno fortemente sconsigliabile). In alcuni periodi della stagione piovosa, però, nell'ultimo chilometro della forra alcune sorgenti riescono a ripulire l'acqua. Diviene dunque possibile percorrere questa parte della gola, che è la più stretta e la più ricca di vasche da attraversare a nuoto, un susseguirsi di sculture naturali straordinarie!

Spero di tutto cuore che i cittadini di Cerchiara si rendano conto prima o poi del monumento naturale che hanno vicino alle loro case e spostino i depuratori da un'altra parte, così da restituire all'antico splendore uno dei più significativi fenomeni del Parco Nazionale del Pollino.

Nome Gola del Caldanello (tratto inferiore - lower part)
Regione Calabria, Pollino
Centro urbano più vicino Cerchiara di Calabria
Quota ingresso alveo 340 m
Quota uscita alveo 190 m
Sviluppo 1300 m
Verticale massima 10 m
Roccia calcare
Difficoltà3 (inverno, primavera)
Navetta Possibile, ma non indispensabile.
Esplorazione Michele Angileri, 1 aprile 2002

 

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Ricordi

L'esplorazione del Caldanello

L'esplorazione della Gola del Caldanello ha dunque dovuto vedersela con l'inquinamento. A partire dai primi anni '80 numerosi appassionati hanno rinunciato all'esplorazione spaventati da quelle acque fognarie che il Caldanello riceve proprio all'inizio della gola. E non sono le uniche! un secondo depuratore riversa infatti una ulteriore quantità di acque di scolo 1 Km più avanti. Qualcuno pensò che l'inverno potesse essere la stagione più adatta all'esplorazione del Caldanello, perchè in inverno il torrente ha un certo scorrimento idrico naturale.
Un giorno di marzo del 1991 ci provai anch'io, e anch'io rinunciai. Nonostante l'acqua pulita che alimentava la gola l'inquinamento restava troppo (allora il depuratore nemmeno funzionava). La pozza alla base della briglia in cemento che segna l'inizio della gola era mostruosamente impraticabile.
Tornando alla macchina incontrai due speleologi del posto, di Cerchiara: Mimmo Francomano e Mario Santagada. Parlammo della gola, tornammo giù per un ulteriore sopralluogo. Qualche mese dopo Mimmo mi raccontò di essere tornato nella gola assieme a Mario e di averne percorso il primo segmento (lungo poco più di 200 m), aggirando la briglia e incontrando poi un solo salto di circa 10 m. C'era una pozza e fu costretto a bagnarsi.
Il Caldanello continuava a rimanere off-limits.

Dal paese di Cerchiara esistono 3 accessi alla gola. Il primo raggiunge l'inizio della gola nel punto dove è situato il primo depuratore. Il secondo arriva circa 200 m più a valle. Il terzo circa mezzo chilometro più a valle del secondo. In tempi recenti questi ultimi due sentieri (che hanno qualche tratto esposto) sono stati attrezzati con cavo d'acciaio (ma la posa del cavo è tutt'altro che ottimale, non c'è molto da fidarsi IMHO). Sulle cenge del primo e del secondo segmento (ossia nel tratto che va dall'ingresso al terzo accesso) sono stati realizzati dei tratti di ferrata. Per inciso, poco a valle del terzo accesso è il punto di arrivo nella gola delle acque del secondo depuratore.

Il primo segmento è fortemente incassato. Il secondo inizia con delle vasche incassate, alle quali segue una stretta forra con vasche (introdotta da un salto di 20 m), al termine della quale c'è un tratto di 200 m percorribile senza difficoltà fino all'arrivo del terzo sentiero. Subito dopo alcuni salti sbarrano il passo, e la gola si inforra nuovamente.

I primi 1500 m della gola sono dunque frequentemente percorsi dalle acque fognarie. Queste acque però vengono rapidamente assorbite nelle stagioni più secche, di modo che nel tratto seguente non c'è, di solito, scorrimento. In questo tratto la gola è ampia, il fondo occupato da blocchi e alberi, con numerosi salti. Verso la fine di questo tratto c'è la possibilità di accedere di nuovo al fondo della gola, partendo da un piazzale panoramico sulla S.S.92, in corrispondenza di un lungo tornante. Si raggiunge il fondo scendendo con cautela il ripido versante sinistro della gola, qui occupato da un conoide di detriti, con massi e arbusti. Siamo a 1500 m dalla fine della gola. Da qui in avanti la gola ha la sua parte più stretta, scavalcata dal ponte della S.S.92. Affacciandosi dal ponte si gode una straordinaria panoramica della gola.

Un giorno dell'estate del 2001 mi misi a riflettere sul fatto che il tratto finale venisse percorso dalle acque di fogna solo durante le piene del torrente. Forse, mi dissi, questo tratto potrebbe rimanere sufficientemente pulito per venire percorso. Feci allora una ricognizione del tratto finale calandomi sul fondo della gola. Osservai vasche profonde di acqua stagnante ma tutto sommato pulita. Tuttavia non mi fidai, e rimandai la cosa all'inverno.

A Natale la situazione idrica degli ultimi 1500 m di gola era la seguente: niente scorrimento nel tratto intermedio ma scorrimento nel tratto finale! Mi chiesi da dove arrivasse quell'acqua. Scoprii che quel tratto di gola è interessato da piccole sorgenti che sgorgano dagli interstrati rocciosi. L'inclinazione degli strati suggerisce che quell'acqua viene dalla parte alta del Sellaro, e non dai depuratori di Cerchiara. L'acqua aveva un bel colore smeraldino, e nessun cattivo odore. Mi convinsi che era il caso di tentare l'esplorazione, ma arrivò il maltempo e dovetti rimandare di qualche mese.

Finalmente il giorno di pasquetta dell'anno 2002 tutte le circostanze furono favorevoli, e potei così esplorare il tratto inferiore della grande Gola del Caldanello. Una gola davvero bellissima!

Nota, dicembre 2008: Antonio Trocino riferisce di aver esplorato il tratto intermedio del canyon, a valle del secondo depuratore. In quel tratto, nella stagione secca, non ha trovato vasche da attraversare a nuoto.

Nota, 10 maggio 2010: una squadra del Soccorso Alpino e Speleologico della Calabria, guidata da Giuseppe Antonini, effettua la prima discesa documentata del tratto intermedio del canyon del Caldanello in condizioni acquatiche, incontrando (e fotografando) bellissime strettoie, un arco naturale, cascate e numerose vasche da attraversare a nuoto

Nelle fotografie di questo sito web compaiono le corde ultrasottili (corde da 6 mm di diametro realizzate in fibre ad alta tenacità). Leggete il libro multimediale Torrentismo con corde ultrasottili per scoprirne le potenzialità ed apprenderne le tecniche di utilizzo.

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